OMEOPATIA E ALIMENTAZIONE: Dott.ssa T. Sappia

Da Il Settimanale Pavese

8 settembre 2016-09-08

OMEOPATIA E ALIMENTAZIONE
Mercoledì 14 settembre (ore 20.30) incontro a Cascina Scova con Alessia Fignon e Tiziana Sappia

Quanto è importante nutrirsi con attenzione? Molto, quanto mantenere un adeguato stile di vita, evitare la sedentarietà e ricorrere alle terapie complementari quando necessario. E’ il messaggio che la dietista Tiziana Sappia intende lanciare nel corso del suo intervento all’incontro su “Omeopatia e alimentazione” (organizzato insieme alla dottoressa Alessia Fignon) che si svolgerà mercoledì 14 settembre a Cascina Scova. «Le ultime statistiche dicono che l’aspettativa di vita “in salute” è calata in modo sensibile nell’ultimo decennio: da 67,2 anni di media a 61,4 – spiega la dottoressa Sappia – Gli acciacchi arrivano prima e spesso sfociano in patologie croniche sempre più invalidanti. E, per la prima volta, secondo i dati forniti ad aprile di quest’anno dall’Osser­va­to­rio Nazionale sulla Salute, anche l’aspettativa di vita è in calo: per gli uomini da 80,3 anni a 80,1, per le donne da 85 a 84,7. Un campanello importante che non va trascurato».
Meglio, quindi, non scom­­mettere sul proprio dna e cominciare a porsi qualche domanda… «E’ proprio questo il mio obiettivo – continua Tiziana Sappia – Spero che tutte le persone che verranno all’incontro di mercoledì pros­simo tornino a casa de­cise a porsi domande. Voglio mandare un messaggio che diventi uno strumento di salute».
Iniziando una dieta? «Dal punto di vista me­diatico siamo bombardati da informazioni. Ser­ve un filtro, un professionista abilitato, per muoversi all’interno di questa grande varietà di informazioni. E anche con questo filtro è importante che ciascuno appro­fon­disca ogni singolo aspetto».
Un esempio di filtro? «Nelle ultime settimane si è parlato tanto di bambini sottoposti a dieta vegana… ma nessuno si è posto il dubbio che non fosse tanto la dieta vegana in sé ad aver creato problemi, quanto il modo in cui i genitori l’avevano interpretata. Non è possibile ignorare la posizione dell’A­merican Dietetic Associa­tion secondo cui “Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, pri­ma e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti”. E’ la variabilità delle abitudini dietetiche dei vegetariani che rende essenziale valutare in modo individualizzato l’adeguatezza nutrizionale della dieta. Bi­sogna anche tener pre­sente che l’obesità e i rischi connessi allo sviluppo di svariate patologie stanno diventando un grande problema in giovanissima età».
Grazie al “filtro”, si può trovare la strada giusta? «Tenendo, pe­rò, presente che siamo tutti diversi e che, di conseguenza, la stessa strada non potrà an­dare bene per tutti. Non bisogna affrontare il problema con su­perficialità o pensando che esiste solo il bianco o il nero. Oc­corre ricostituire il rapporto con la natura, con il mondo che ci circonda, ricostruire un rapporto equilibrato con il cibo attraverso un percorso di scoperta, una sorta di “svezzamento attivo”».
Spesso, però, non c’è il tempo per cambiare il proprio stile di vita… «Ci pos­sono essere difficoltà per affrontare tempi e mo­di. Ma non bisogna arrendersi alla prima difficoltà, ma occorre cambiare le proprie priorità. In fondo tutti, dovendo affrontare un’emergenza, riusciamo sempre a trovare il modo per affrontarla».

• B.G.

La partecipazione al­l’incontro su “Omeopatia e alimentazione” è gratuita, ma è richiesta la prenotazione: 335490439 o segreteria.afignon@libero.it

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