OMEOPATIA E ALIMENTAZIONE: ALLE RADICI DEL BENESSERE

da il Settimanale Pavese

29-09-2016

La medicina alternativa chiama, Pavia risponde

Che l’omeopatia sia un po’ il “caso medico” del mo­mento trova continue conferme. A livello nazionale, per esempio, con il convegno ospitato giovedì 29 settembre a Palazzo Madama su “Le medicine tradizionali, complementari e non convenzionali nel servizio sanitario nazionale” (con l’inevitabile coda di polemiche anche perché a coordinare i lavori sarà un medico padovano, Roberto Gava, noto per le sue posizioni antivacciniste), a livello locale con il successo dell’incontro “O­meo­­patia e alimentazione” promosso dal­la dottoressa Alessia Fignon e dalla dietista Tiziana Sappia. Più di ottanta persone hanno raccolto l’invito a partecipare all’approfondimento ospitato a Cascina Scova.«Un successo insperato – conferma Alessia Fignon – Speravamo in una buona risposta, vista l’importanza dell’argomento, ma la partecipazione è andata ben al di là delle nostre aspettative. Tante persone che non si sono limitate ad ascoltare, ma hanno partecipato attivamente alla serata. Ab­biamo già avuto richiesto per ripetere l’evento a Ca­va, Ca­steggio…».Le domande più frequenti? «Molti si sono chiesti perché l’omeopatia fosse ancora così malvista da parte del mondo “medico” e qualcuno era perplesso sui tempi in cui l’omeopatia agisce».Più domande sull’alimentazione o sull’omeopatia? «Sul piano alimentare credo che la maggior parte fosse già “preparata”, persone che fanno già attenzione a quello che mangiano. Per questo, forse le tematiche omeopatiche hanno finito per sollevare qualche curiosità in più».Target? «La maggioranza dei partecipanti erano don­ne tra i 30 e i 50 anni, ma c’era una consistente rappresentanza maschile e questo ci ha indubbiamente fatto mol­to piacere». Il messaggio alimentare in sintesi? «Ciascuno deve scegliere la propria alimentazione avendo gli strumenti giusti per farlo. Facendo attenzione a non esagerare in ambito proteico, soprattutto con le proteine animali, e carboidrati, imparando a conoscere i tipi di farina presenti in commercio».Sul fronte omeopatico? «Un messagio “in sintesi” è più complesso soprattutto perché si tende ancora a cercare la sostanza chimica all’interno dei prodotti omeo­patici. Una ricerca che dovrebbe essere legata alla fisica quantistica, per la quale non abbiamo ancora gli strumenti necessari».Sul piano personale? «Sia­mo contente di aver trasmesso messaggi che riteniamo importanti e ci siamo rese conto che or­ganizzare questi incontri è un’esperienza positiva per tutti, anche per noi».

• B.G.